X-O Manowar – Vol. 1: Soldato, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Massimiliano Perrone

Nato sotto il tallone opprimente dell’Impero Romano, Arie di Dacia ha appreso giovanissimo l’arte della guerra. Rapito da una razza aliena e ridotto in schiavitù, è sopravvissuto, e grazie al legame con un’arma di incalcolabile potenza, l’armatura di X-0 Manowar, è riuscito a fuggire per tornare sulla Terra… ritrovandosi bloccato in un’era moderna a lui sconosciuta. Ma tutto questo è successo tanto tempo fa. Ora, lontano da casa, in uno strano mondo primitivo, Arie ha iniziato una nuova vita. Si occupa solo di coltivare i suoi campi, lontano da guerra e violenza. Senza più armatura. Ma la morte marcia di nuovo sul suo cammino. Arruolato a forza in un esercito alieno e gettato in combattimento, è di nuovo costretto a indossare l’armatura. Con essa, potrà decimare armate, rovesciare imperi e istigare una guerra interplanetaria, passando da Soldato a Generale, da Imperatore a Visigoto. Volevano un’arma, ora darà loro la guerra!“.

NEW BLOOD

Oggi mi trovo a recensire un fumetto decisamente sconosciuto ai più, ovvero X-O Manowar (la nuova serie), serie passata in sordina per tutti coloro che non frequentano abitualmente l’etichetta Valiant, ad oggi produttrice di moltissimi titoli di elevata qualità (tra cui spicca sicuramente anche Divinity, di prossima recensione).

Nel futuro spero, anzi auspico, che si possa dar maggiore visibilità ad i prodotti di un publisher come la Valiant, specie visto anche l’ottimo lavoro fatto da Star Comics in Italia.

Prima di addentrarci nella recensione, rigorosamente spoiler free, di questo primo volume è forse opportuno, per non dire doveroso, dare qualche coordinata di massima sul personaggio in questione e sul suo background.

ARIC OF DACIA, THE VISIGOTH BEHIND THE MASK

Creato da Jim Shooter e Steve Englehart, e dagli artisti Bob Layton e Barry Windsor-Smith, di X-O Manowar, il cui nome del protagonista è Aric, si conoscono almeno tre versioni:

  1. Quella della Valiant post-1992, secondo cui Aric di Dacia è un visigoto nato nel quinto secolo dopo cristo sotto il dominio romano. Aric è un giovanotto che ha già vissuto la sua ora più buia, avendo infatti assistito allo sterminio della sua famiglia per mano dell’esercito romano. Risoluto nella sua vendetta, dedicherà gli anni della giovinezza allo sterminio dei romani, aiutato da suo zio, Alarico I. Successivamente, molti anni dopo, Aric viene rapito da alcuni alieni a seguito di un attacco subito da dei demoni nei confronti della sua tribù. Catturato e disilluso, Aric si trova presto a far amicizia con il Mappatore, il quale gli disegnerà una mappa, sul palmo della mano, che gli permetterà di raggiungere l’armeria della nave, dove troverà l’armatura (senziente) X-O Manowar. Impossessatosi dell’armatura, Aric riuscirà a tornare sulla terra solo per scoprire che, a causa del viaggio oltre la velocità della luce, sono passati 1600 anni ed ora si trova nel XX secolo. La serie ha avuto una durata di 54 numeri.
  2. La seconda versione, successiva all’acquisto da parte dell’Acclaim nel 1996, risulta essere maggiormente mainstream e qualitativamente inferiore alla versione delineata da Shooter et al. In questa versione il protagonista si chiama in realtà Donovan Wylie, scienziato del XX secolo e attuale possessore di X-O Manowar, un potente e antico artefatto di proprietà del Governo degli Stati Uniti, recuperato dopo il secondo conflitto mondiale. La serie ha avuto, fortunatamente, una run breve di soli 21 numeri, complice anche la scarsa originalità.
  3. La terza versione, post 2012 e successiva al rilancio dell’universo Valiant, ricalca essenzialmente la prima versione del 1992, rimangono i presupposti della guerra visigoto-romana, permane il rapimento alieno ma muta il background dietro all’armatura, la quale si chiama Shanhara ed Aric è il primo essere umano ad esserci coniugato a lei sopravvivendo. Questa terza serie ha avuto una run decisamente florida, 51 numeri (a cui si sommano i venti della nuova serie) scritti da Robert Venditti (Lanterna Verde) e disegnati da Cary Nord.

THE ACTUAL (OLD MAN) ARIC

L’attuale versione di X-O Manowar (2017) risulta pienamente fruibile anche da chi, come il sottoscritto, non ha avuto modo di leggere tutta la mitologia del personaggio e dell’universo Valiant, figurarsi la continuity di questo.

Scritta dall’equivalente Valiant di Geoff Johns, nonché attuale “architetto” di questa, ovvero Matt Kindt, e disegnata dal maestro Tomàs Giorello (reminescente, invero, del grande Esad Ribic), già conosciuto sul Conan della Dark Horse.

Questa nuova serie, il cui primo arco narrativo si intitola appunto Soldato, si apre con un Aric decisamente meno intimorente delle sue precedenti incarnazioni. Il protagonista, spogliatosi della propria armatura, decide infatti di vivere la propria vita in assoluta “tranquillità”, lontano dalla guerra e dalla morte, conducendo un’esistenza come contadino su di un mondo alieno.

Kindt lascia, volutamente, trasparire un po’ di Old Man Logan, il guerriero (Aric) ha ormai le zanne smusse, ma il suo ruggito è ancora in grado di far tremare i suoi nemici, e questo elemento aleggia, senza mai risultare sovrabbondante, per tutto il primo volume (che contiene i primi 3 numeri + il prologo del Free Comic Book Day), nonostante l’assenza dell’armatura (e di una mano), Aric non è un guerriero finito, proprio come non lo era Logan nel blockbuster di Mark Millar.

L’Autore fa di tutto per mostrare Aric come un lupo ferito, disilluso dal suo passato e dal suo legame con Shanhara (di cui peraltro non si ha notizia se questo sia ancora il nome canonico dell’armatura), abbandonata la via della morte, nonché la sua crociata di sangue e acciaio, troverà però il conforto, nonché una parziale assoluzione, nelle braccia di una donna locale del pianeta su cui si svolge questo primo arco narrativo (Gorin, questo il nome del pianeta), Schan.

Kindt compie un lavoro davvero egregio nello scrivere questa storia di origini, in un modo non dissimile dal lavoro fatto da Johns nel 2004 su Lanterna Verde, peraltro nel primo numero è nascosto un piccolo tributo al guerriero di smeraldo. Tra l’altro, degna di menzione è anche la scorrevolezza della lettura, lo stile di Giorello ben si sposa con quello di Kindt, mai troppo descrittivo e, invero, quasi sempre veloce, godibile, e agile, come il tono della storia stessa.

Il risultato dell’opera di Kindt è quello che chiunque, veterano o meno della serie di X-O Manowar, è in grado di comprendere e apprezzare le fatiche, nonché la vita, passata/presente e futura, di Aric di Terra (non più di Dacia).

Nel resto del primo capitolo si scoprirà che, in realtà, la guerra non ha mai abbandonato Aric, nonostante la volontà di quest’ultimo di vivere in pace, lontano dai suoi peccati originali.

Così, mentre il nostro eroe si ritrova di fronte ad una coscrizione coatta, che lo porterà nuovamente faccia a faccia con la morte, da un’altra parte, all’oscuro da sguardi indiscreti, una vecchia amica sta per fare nuovamente il suo ritorno nella vita di Aric.

Sarà pronto, quest’ultimo, a tornare nuovamente a colorare di rosso scarlatto la sua vita, nonché quella di chi gli sta attorno? Sarà pronto al faccia a faccia con una vita da cui ormai stava scappando da troppo tempo?

Se volete sapere come va a finire, o meglio, come continua, vi consiglio di comprare al più presto questo primo brossurato.

TWO LAST WORDS ABOUT THE ARTISTS BEHIND

Se sulle qualità di Kindt si è già detto molto, ancora qualche parola va spesa nei confronti di Giorello, ed anche nei confronti del colorista Diego Rodriguez. Di eminente caratura risulta essere il livello di dettaglio posto sulla scena dal primo, che come già detto precedentemente risulta richiamare lo stile di Ribic, sia che si tratti di costrutti alieni che di scene di guerriglia urbana (o montana), nonché di intermezzi sentimentatili, il discorso non cambia, l’arte è frenetica, sanguinolenta, violenta e, oltremodo, dettagliatissima.

Il risultato grafico è poi amplificato dalla palette di Rodriguez, in grado di rendere in modo sublime il setting (high-fantasy della storia, nonostante i vari innesti tecnologici, tinte calde per il mondo desertico di Gorin, alternate a motivi spenti per le scene interne alle roccaforti di guerra. In breve, il risultato è di una spettacolarità immensa, quasi che non sembra di trovarsi di fronte ad un titolo supereroistico, bensì, innanzi ad un altro superbo prodotto di fantasy warfare.

 

 

X-O Manowar (2017): Soldato

8.90
X-O Manowar (2017): Soldato
8.6

Sceneggiatura

8.5 /10

Disegni

9.0 /10

Colori

9.0 /10

Scorrevolezza

9.0 /10

Originalità

7.5 /10

Pros

  • Reboot decisamente riuscito della serie
  • Artisticamente impareggiabile
  • Rapporto qualità/prezzo davvero ottimo
  • Kindt come (il primo) Johns
  • Fruibile da chi anche non è avvezzo alla serie e al personaggio

Cons

  • Soli tre numeri, ancorché oversized

Altri articoli in Fumetti

Diffuse in rete le variant di Campbell, Young e Ramos per Mr. and Mrs. X #1

Gianfranco Autilia19 luglio 2018

Jessica Jones in una nuova serie per l’iniziativa digitale

Giulio Pio Dima19 luglio 2018

Un teaser Marvel anticipa la nascita di X-Men Black, nuova testata mutante con protagonista Magneto

Gianfranco Autilia18 luglio 2018

Stan Lee e Pow Entertainment lanciano Stan Lee’s Work Force

Giulio Pio Dima17 luglio 2018

John Byrne sta lavorando a una storia personale degli X-Men

Gianfranco Autilia17 luglio 2018

Diffuse due nuove variant di Thanos Legacy #1, anche Cory Smith illustrerà l’albo

Gianfranco Autilia17 luglio 2018