Ti guarderò morire, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Lorenzo Prattico
Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Ti guarderò morireè un bel libro.

A NerdPlanet non trattiamo spesso libri – non è il nostro campo di competenza – però l’autore del romanzo, Filippo Semplici, è una persona gentilissima che fa interviste gentilissime… e uno non se lo aspetta mai che sono le persone gentili a tirarti fuori i thriller-horror con i morti fatti a pezzi e la gente che strilla sangue dalle gole sgozzate e i suicidi che poi arriva un omone che strappa le gonad…. avete capito.

Un romanzo che si ambienta nella campagna toscana e che arriva a toccare i confini della vostra sensibilità al vomito in più di una scena dalle tinte splatter, due ragazzi in viaggio che fanno tappa in un paesino quasi abbandonato.

Quasi.

I ritmi sono frenetici e con una brusca impennata d’adrenalina a circa metà opera: potrebbe benissimo essere la base per un film thriller indipendente, manca solo Liam Neeson e quei discorsoni qualunquisti sulla Vita e la Morte.

Ma quelli, per fortuna, qui non ne abbiamo.

Tutta la morale è lasciata al lettore, senza che per questo il romanzo risulti ”un americanata”: gli sviluppi narrativi fanno assaporare sulla propria pelle lo stress emotivo e psicologico a cui sono sottoposti i personaggi, il sangue che schizza è il nostro.

Ma. Che ci sono pure i ma.

L’autore, Filippo Semplici, che sorride come se stesse presentando ”Le avventure della mitica Ketty” ma intanto pensa a omicidi e sbudellamenti vari.

E qui si scende ancora di più nel soggettivo, che non basta battere su una tastiera per avere il potere del Sacro Recensore in punta di clic e dare i voti agli altri… però se una cosa la devi fare la fai fino in fondo, senza buonismi: così dovrebbe andare il mondo e così ci insegna il libro stesso.

Per ogni buona caratterizzazione (il personaggio principale, un antagonista in particolare) ne troviamo delle altre stereotipate (la co-protagonista, quasi una palla al piede durante la storia, quasi tutti i personaggi secondari); per ogni scena visivamente potente ne troviamo un’altra con soluzioni espositive già adoperate in precedenza nel libro (il camuffamento, ricordatevi del camuffamento): difetti che colpiscono duro sopratutto perché senza di essi ci troveremo davanti a un romanzo che in America avrebbe sbancato le classifiche.

(Probabilmente in America avrebbe sbancato le classifiche comunque: ”La verità sul caso Harry Quebert” è colpa loro e dei francesi, #NonDimentichiamo)

Per ultimo, la trama: copertina, titolo, prologo e addirittura la line di presentazione dell’e-book, vanno a dare tanti piccoli indizi su un finale a sorpresa altrimenti davvero A SORPRESA, rovinando la magnifica atmosfera creata fino a quel momento.

Nulla di nuovo, insomma,  per chi è abituato ai Dylan Dog dei primi anni ’10, quelli dalla svolta ”action”, o ai film di quel gallese di Marc Evans (uno in particolare…ma non diciamo altro): indovinerete dove si andrà a parare già dalle prime pagine.

Ma quindi?

Quindi, trovando sicuramente i suoi punti di forza più nell’estetica delle morti e nelle scene al cardiopalma che negli intrecci narrativi, riuscendo a mescolare paranoia e orrore in un’amalgama delirante di sangue e follia umana, ”Ti guarderò morire” è il romanzo perfetto per una notte d’inverno: lo trovate su amazon, qui, in versione ebook.

Detto questo, c’è solo da augurare un grandissimo in bocca al lupo per Filippo, che gli si vuole bene: se poi il film si farà davvero e serviranno comparse, noi siamo bravissimi a fare i morti ammazzati.

7

Trama

5.5/10

Stile

7.0/10

Sviluppi psicologici

7.0/10

Adrenalina

8.5/10

Pros

  • Il Sangue.
  • Sviluppo del protagonista e della sua discesa nella follia
  • Trovate spettacolari
  • Semplici considera maestri Lovecraft e Poe: e questo è sempre un pregio

Cons

  • Personagggi secondari fin troppo lineari
  • Trama poco incisiva
  • Il finale è ''aperto'': non è un vero e proprio difetto, ma ora ci toccherà aspettare

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