Thief of Thieves, il vero Re dei Ladri – La Recensione

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Kirkman e Image Comics sono decisamente un connubio vincente. Iniziando dal grande successo di The Walking Dead, per arrivare all’apprezzatissimo Invincible, Kirkman ha di fatto rivoluzionato la casa editrice americana, grazie anche all’etichetta Skybound, attraverso la quale l’autore sta gestendo decisamente molte ottime opere fumettistiche, arrivate in Italia grazie a saldaPress. Nailbiter, Copperhead, Trees, sono solo alcuni dei nomi che nell’ultimo anno hanno fatto breccia nel mercato nostrano.

E questa settimana, finalmente, arriva nelle fumetterie il sesto volume di Thief of Thieves, direttamente da un’idea di Kirkman, affiancato da un’ottima coppia di sceneggiatore e disegnatore.

Atmosfere da Ocean’s Eleven, gestione che richiama ai maestri del giallo, sono i punti forti di un racconto che sa conquistare fin dal primo volume.

Abbiamo avuto il piacere di recensire il nuovo volume in anteprima per voi ma, prima, una analisi sui volumi precedenti.

Venezia

Mentre l’ideazione della storia spetta al celebre autore, alla sceneggiatura vi è una rotazione di artisti, tra cui possiamo annoverare Nick Spencer per il primo story-arc, attualmente autore di entrambe le serie dedicate a Capitan America, per poi essere seguito da James Asmus e Andy Diggle. Si percepisce una certa continuità negli intenti, anche se effettivamente un deciso lato positivo del racconto, nella sua totalità, è la capacità di essere diviso nettamente in cicli, in cui ognuno è leggibile in maniera piuttosto autonoma. Ovviamente vi sono dei legami, soprattutto in cicli decisamente consequenziali, ma niente che risulti così decisamente indivisibile.

Attraverso la narrazione seguiamo le avventure di Redmond, pseudonimo di Conrad Paulson, un consulente per la sicurezza che è in realtà il più grande ladro del mondo, specializzato in opere d’arte. Intorno a lui si muove un nutrito cast di personaggio, tra cui Audrey, la sua ex moglie, il figlio Augustus, e Celia, sua collega, amica, e amante. Se vogliamo trovare un richiamo, c’è davvero molto di Lupin III nelle avventure di Redmond, compresa la figura di una agente FBI che ha davvero molto in comune con le disavventure di Zenigata, Zazà per gli amici.

La narrazione è emozionante, divertente, davvero godibile, anche se rimane spesso ancorata ai cliché del genere e può risultare, ad un lettore attento, a volte prevedibile nei colpi di scena. Se non brilla come Invincible, resta di fatto un racconto che sa il fatto suo, decisamente sopra la media.

Il disegnatore, per l’intera durata della serializzazione, è Shawn Martinbrough, che innegabilmente è un valore aggiunto alla storia. Dinamismo è la parola d’ordine, con uno stile fresco, che riesce a variare senza problemi da tavole più dettagliate, a più complessi giochi di ombre e di sagome, senza dimenticare la forte espressività che sa trasmettere ai personaggi. Tavole che sanno sicuramente divertire, senza dimenticare i toni più drammatici e violenti.

Menzione d’onore al colore, una resa delle chine che aiuta veramente a raccontare una storia fatta di ladri e malavita, trasmettendo le giuste atmosfere per immergersi nel racconto.

Il migliore

Nei primi cinque volumi, il filo conduttore era sicuramente stato legato al colpo di Venezia, e alla malavita organizzata. Conclusa una intera storyline, il volume 6 rappresenta un vero e proprio nuovo inizio, tranquillamente leggibile e godibile anche da chi non ha seguito le precedenti uscite.

Il racconto infatti ci mostra uno status quo decisamente simile a quello iniziale, con delle piccole variazioni. Redmond è ancora il grande ladro, ma ha deciso di dare una svolta alla sua carriera: senza più alcun bisogno di denaro, ha deciso di rubare ai ricchi le loro opere d’arte, ovviamente trafugate, per riconsegnarle ai musei, ma solamente attraverso una nuova effrazione. Una continua sfida, un continuo superamento di se stesso, nel tentativo di soddisfare il proprio ego.

Ciò che porta due miliardari a spingerlo alla più grande sfida che abbia mai visto: competere con gli altri due ladri più noti al mondo. Giocando sul suo orgoglio, sono riusciti a convincere Redmond, preso più che mai da questa competizione. In palio, per loro, il denaro, ma per i miliardi un programma in grado di distruggere l’economia mondiale, contenuto all’interno di un sito di lancio missilistico in Russia, il luogo probabilmente più difficile da raggiungere. Ma non per quei tre. La sfida ha dunque inizio, in un volume dal titolo davvero emblematico: “La febbre dell’Oro”.

Splash page d’eccezione, adrenalina, riflessione: il racconto è ormai arrivato a piena maturità, prendendosi a pieno titolo la menzione tra le migliori opere sfornate da Kirkman, e da Image Comics.

E una pagina finale degna dei più grandi cliffhanger. L’attesa per il prossimo volume è già cominciata, ed è difficile resistere.

Redmond

Il volume è decisamente Redmondcentrico, un qualcosa che in fondo ci fa piacere, visto che, se ci fosse un difetto nel racconto in generale, è la superficialità con cui spesso sono caratterizzati molti dei comprimari. Ecco perché in un volume che è decisamente focalizzato sul protagonista un simile difetto viene decisamente meno accentuato. Apprezzabile anche il aver finalmente lasciato alle spalle la prima vera storyline, liberandosi da molti fili e iniziando un racconto totalmente nuovo, che effettivamente è consigliato anche come un nuovo punto di inizio per i lettori. Sicuramente leggere per primo questo volume può non essere male, oltre a spingere a recuperare i volumi precedenti.

Un vero difetto è nell’utilizzo del personaggio di Celia, eccessivamente “magico” come aiutante, precisa in una maniera invasiva nel salvare la situazione. Un utilizzo minore gioverebbe al racconto.

Una avventura che sa unire classico e moderno, in una commistione di intenti che rende la narrazione piacevole e avvincente. Una serializzazione che porta il lettore a passare di capitolo in capitolo, senza risultare dispersiva, aprendo e chiudendo linee narrative senza lasciare eventuali dettagli in sospeso.

Giallo, thriller, splatter, azione: Kirkman ha decisamente fatto centro.

Thief of Thieves 6 lo trovate in fumetteria al costo di 14,90 €.

Thief of Thieves 6

Thief of Thieves 6
7.9

Trama

7.5 /10

Disegni

7.5 /10

Colori

8.0 /10

Sceneggiatura

8.5 /10

Indipendenza

8.0 /10

Pros

  • Ottima sceneggiatura
  • Divertente e emozionante
  • Leggibile anche senza i precedenti volumi

Cons

  • Non sempre imprevedibile
  • Eccessivamente

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