Roy Thomas/Neal Adams, prosegue il dibattito sulla Guerra Kree-Skrull

Fumetti
Gianfranco Autilia

In due precedenti articoli vi abbiamo riportato le affermazioni dell’artista Neal Adams e dello scrittore Roy Thomas riguardanti la vera concezione della Guerra Kree-Skrull, un popolare arco narrativo degli Avengers pubblicato negli anni settanta che ispirerà il film di prossima uscita Captain Marvel (2019). Con precisione, Adams sostiene di aver sceneggiato l’intera opera in questione e che Thomas si è quindi limitato ad aggiungerci solamente i dialoghi. Questa “faida” tra i due iconici fumettisti è proseguita sempre sul portale Bleeding Cool con nuove e lunghe dichiarazioni che vi proponiamo di seguito.


“Siamo chiari” ha iniziato Adams. “Quando presi le redini di The Avengers, Roy stava lavorando su una serie piuttosto malandata che includeva tanti personaggi. Quando chiesi se avesse una direzione specifica, Roy disse ‘Non proprio’, ma dal momento che lavoravamo alla Maniera Marvel, io potevo andare in qualsiasi direzione volessi. Guardai ciò che Sal e Roy stavano facendo… ci pensai, e dissi a Roy che avrei voluto fare una storia molto lunga, forse dieci o dodici numeri che conducevano tutti i personaggi Marvel a una guerra tra Kree e Skrull, completamente concentrata sull’inutilizzato Rick Jones. Roy sembrò molto felice, così iniziai. In tutta onestà la storia decollò subito e Rick c’era, con le opposizioni schierate e con la guerra che poteva iniziare. La guerra Kree-Skrull. Poi… beh, le cose cambiarono. E il meraviglioso John Buscema ricevette le direzioni per abbreviare e finire la storia, e posso promettervi che io avevo delle cose fantastiche in programma. La guerra Kree-Skrull iniziò con tre Skrull che abbattevano la Visione. Quelle storie di Sal Buscema erano una serie di avventure degli Avengers che qualcuno poteva collegare o meno alle prossime storie. Io cercai di creare una transizione gentile tra le avventure di Roy e Sal e dar loro una finalità. “Scrivere”, potremmo concordare, ha a che fare con le parole su carta. Non i pensieri nella testa. Io feci la trama, scrissi e disegnai la guerra Kree-Skrull fino a quando DOVETTI ABBANDONARE. Le parole sono tutte sui bordi delle pagine… e alla fine, Roy aggiunse i suoi meravigliosi dialoghi. Per questo lui merita molto credito. Il ‘finale’ di Roy è comunque come i fumetti iniziali di Sal, difficilmente parte dell’EPICO come programmato! La transizione “gentile” tra le storie di Sal e la guerra Kree-Skrull fu interamente una mia scelta. Sono un professionista ed è il mio lavoro, proprio come feci con gli X-MEN, causare una transizione e non insultare, in alcun modo, i colleghi professionisti. Se fossi andato in un’altra direzione, cosa che mi invitarono a fare, a mia discrezione, non ci sarebbe stata alcuna guerra Kree-Skrull. Cerchiamo, se possiamo, di costruire sul lavoro di un altro, non ignorarlo. Le due domande che dovete fare, 1. Se Roy credeva nella storia o l’aveva creata, perché la lasciò subito dopo che io sviluppai questo grande concetto?, e 2. Roy mi SCRISSE davvero tutto affinché potessi realizzare la trama e disegnare la guerra Kree-Skrull? Non lo fece. Ebbi una breve conversazione con Roy e io chiesi e mi vennero date le pagine di Sal, poi iniziai col decidere cosa fare con il prossimo fumetto e con quelli a venire. Roy non mi diede ALCUNO script, ALCUNA bozza, NIENTE note, e assolutamente NESSUNA conversazione per la storia. Io feci la trama, a casa. Scrissi le parole per l’azione e i dialoghi vicino alle pagine, (di cui ho le copie)… e procedetti col creare la guerra Kree-Skrull, tutto su ogni singola pagina. A volte chiamavo Roy per dirgli che cosa stava venendo fuori e, come con gli X-Men che ha elencato lui, non scrisse note, né mi chiamò, tranne se era confuso su una sequenza. Lasciai il progetto con Rick Jones, a cui io diedi lo scopo di “farla diventare una guerra” e John, per ragioni di cui non dobbiamo discutere qui, stava per prendere le redini. Questi sono i semplici FATTI. Mi dispiace. Mi sto ripetendo e mi sto annoiando.

Buona giornata.
Neal.

Chiunque legga la storia può facilmente notare il cambiamento brusco nello stile del finale che ne derivò, rispetto al mio lavoro. Ma si tratta di una questione di opinioni.”

Adams ha poi proseguito:

“Uno script e una bozza e anche delle NOTE è “scrivere”. Scrivere è ciò che ho scritto lungo i bordi delle pagine. Farneticare e vaneggiare non cambiano i FATTI! E nemmeno l’ostilità. Roy fece il suo lavoro, come fece sugli X-Men e come fece Stan sui due Thor.

1, La ragione per cui andai da Stan per lavorare su un fumetto che vendeva poco era che Jim Steranko mi visitò alla D.C., e mi parlò del “Metodo Marvel” che stava usando con Stan. Stan era estasiato perché disse che Deadman era l’unico fumetto D.C. che veniva letto alla Marvel. Un fumetto che io in quel periodo stavo scrivendo. (Questo vuol dire vantarsi? Scusate.) Stan concordò che avrei potuto lavorare sugli X-Men fino alla cancellazione della serie dopo due uscite. Poi avrei dovuto fare un “Titolo Popolare” come Avengers. Realizzammo 10 uscite e X-Men venne cancellata. Stan mi chiese se volessi lavorare con Roy alle stesse condizioni. Accettai e Stan spiegò tutto a Roy.

2. Presi una tazza di caffè con Roy in una caffetteria vicina per avere informazioni sul punto in cui la storia degli X-Men era arrivata. Sembrava la serie televisiva di Batman e io ebbi l’idea di espandere l’argomento a partire da lì. Non ebbi altre discussioni con Roy Thomas, tranne per spiegare dove stavo portando la storia.

3. Io creai Sauron. Roy rubò il nome da Tolkien. Lo creai perché volevo ideare un Vampiro Mutante, ma non era permesso dal comic code. Così creai un “Vampiro Energico” dotato di ali.

4. Telefonai Roy per dirgli che volevo optare per il quarto Skrull di Kirby. Curiosamente anche lui se lo ricordò e me lo disse, quindi l’idea gli piacque, e ciò rese le cose più semplici per poter andare avanti. Ho sempre rispettato la conoscenza storica di Roy sui Fumetti.”

Una storica tavola disegnata da Neal Adams per Avengers #93.

Il leggendario Roy Thomas ha invece ribattuto con la seguente lettera.

“Odio perdere tempo a fare botta e risposta con Neal. E’ come giocare a ping-pong con qualcuno da un’altra realtà… mentre quella realtà continua a cambiare. Ma sento che dovrei semplicemente elencare, punto per punto, le cose che nella sua risposta recente credo non abbia detto in maniera onesta, e poi lasciare che le acque si calmino.

(1) “Scrivere” ha tante faccie… altrimenti non ci sarebbe tutta questa passione circa le relazioni Lee/Kirby e Lee/Ditko. Se discuto su una storia con qualcuno, e poi lui la disegna e scrive le note ai margini, ciò significa che lui è il solo “scrittore”? Certo che no.

(2) Anche se non è il mio lavoro preoccuparmi dei crediti della DC degli anni sessanta, sento di dover far notare che, nonostante Neal abbia detto che stava “scrivendo” Deadman, Arnold Drake, Carmine Infantino e Jack Miller sono tutti elencati come scrittori di quelle storie su Deadman. Ma per quanto riguarda questo, lo lascerò fare a pugni con il Grand Comics Database. Sembra che il mondo intero sia in combutta per rubare i crediti a Neal.

(3) Se Neal iniziò a realizzare gli X-Men perché Stan disse che la serie sarebbe stata cancellata dopo “due uscite”, allora come mai ne abbiamo fatte ancora di più? Stan non decideva quando cancellare i fumetti nei tardi anni sessanta… lo faceva Martin Goodman. Quando alla fine si decise di cancellare gli X-Men (purtroppo, dovuto ai dati di vendita dei primi numeri e anche di quelli precedenti), decise Goodman, non Stan.

(4) Come ho detto prima, Stan fondamentalmente assegnò a Neal gli X-MEN (con la mia felice approvazione), ma lui non disse una parola né a me né ad altri del fatto che Neal stesse “scrivendo” il fumetto, o che ci fossero delle pre-condizioni su come dovevamo lavorare. Questo spettava a me, lo sceneggiatore ufficiale degli X-MEN, ed editore associato della Marvel. Come ho menzionato, proposi Neal come scrittore, ma quando lui mi chiese di restare, mi rese non solo scrittore e co-sceneggiatore, ma anche editor, cosa che ovviamente competeva a Stan. La presunta conversazione di Neal con me in cui lui “spiegò” le condizioni lavorative che aveva elaborato con Stan è pura fantasia, nata su un qualsiasi pianeta sul quale attualmente si trova il suo cervello.

(5) Io e Neal condividevamo molti pasti – non solo “una tazza di caffè” – nel corso delle nostre varie collaborazioni, almeno uno o due, credo, in una pizzeria chiamata Original Joe’s… e non c’era mai un albo che decideva lui – nemmeno uno – senza almeno una conversazione tra tutti e due, di persona o al telefono, poiché eravamo d’accordo circa la direzione della storia. Non ho mai negato che lui contribuì molto alle trame – che diavolo mi importava se voleva fare più di quello per cui era pagato, fino a quando io ero felice di dove la storia stesse andando? Noi elaborammo “l’espansione” di quella storyline del primo FARAONE VIVENTE, con l’introduzione di Havok (nome mio, e personaggio co-sviluppato sempre da me) come il fratello di Scott Summers, che fu idea di Arnold Drake. Neal disegnò totalmente il look del costume, ed era davvero ottimo… ma questo è solo un aspetto della cosa. La dichiarazione di Neal secondo cui dopo quella “tazza di caffè” non ebbe “alcuna discussione” con me sugli X-MEN è così tanto distante dalla realtà che mi risulta difficile pensare che Neal creda sia vera.

(6) No, Neal Adams non creò Sauron. Lui lo co-creò. Discutemmo sull’idea di un vampiro psichico – non ricordo se fu un mio o un suo suggerimento, ma ciò non vuol dire che i suoi ricordi siano corretti. Dopo la nostra discussione, lasciai che Neal disegnasse come gli sembrava giusto. Dopotutto, potevo sempre cambiare ciò che volevo.

(7) Ci fu uno, e un soltanto, numero degli X-MEN che Neal potrebbe legittimamente affermare di aver “scritto” nel senso che lo ha completamente pianificato: il #65. Venne da me e mi disse, con queste parole, che avrebbe voluto “pianificare l’uscita successiva”. (Avrebbe dovuto farlo a malapena se era lo “scrittore” e totale pianificatore, giusto?) Gli dissi okay, perché ero sempre più occupato con i doveri aggiuntivi della Marvel. Infatti, poiché Neal fece la storia, io mi sentii poco legato a essa e così feci scrivere il fumetto a Denny O’Neil… e non mi sentivo di aver bisogno del permesso di Neal per farlo.

(8) Neal probabilmente potrebbe avermi chiamato per dirmi che per AVENGERS #93 voleva coreografare una piccola battaglia tra gli Avengers e le tre mucche Skrull (di cui gli avevo parlato prima, di cui a convenienza si è “dimenticato”)… ma quando dice che lui mi disse che aveva intenzione di optare per il “quarto Skrull di Jack Kirby”, mi risulta difficile capire di quale sciocchezza stia parlando. Con Sal Buscema come matitista, introdussi il senatore Craddock in AVENGERS #92, (anche se non posso “dimostrarlo” perché non rivelai molto in quell’uscita), affinché potesse essere il quarto Skrull. Per quanto ne so, l’unica pagina che Neal disegnò di Craddock era nel #93, pagina 18 – e sostanzialmente non era altro che un FLASHBACK per la pagina del #93. Craddock venne rivelato come Skrull solo nel #97, disegnato da John Buscema, non da Neal, dopo che lui aveva completamente oltrepassato ogni data di scadenza datagli e quindi io e il manager della produzione John Verpoorten decidemmo che non c’era altra scelta se non quella di rimpiazzarlo. E’ indecoroso per due persone che insieme hanno prodotto un numero di fumetti piuttosto buoni litigare in pubblico su chi ha fatto cosa… ma l’attacco ridicolo di Neal e le sue pretese su Bleeding Cool non mi hanno lasciato altra scelta se non quella di rispondere, se non voglio che la sua versione assurda venga presa per oro colato da quelli mentalmente ritardati. Non mi piace essere né la vittima, né il bugiardo, due cose che Neal sembra aver ostinatamente perpetuato.
Cordiali saluti, Roy Thomas.”

Fonte: Bleeding Cool

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