Ricordando Stan Lee, il geniale visionario che ha co-creato il Marvel Universe

Fumetti
Gianfranco Autilia

La cultura popolare moderna è stata plasmata da un uomo che ha saputo imporre il suo genio in qualsiasi ambito dell’intrattenimento: Stan Lee. A pochi giorni dalla sua scomparsa, i fan continuano a ricordarlo e a rendergli omaggio perché è evidente che il suo impatto nel mondo è immenso e immarcescibile. Noi di NerdPlanet vogliamo ricordarlo ripercorrendo le tappe salienti della sua vita ed esponendo le sue qualità più significative.


È nel settore del fumetto che Stan muove i primi passi ed è proprio da qui che avrà inizio la sua rivoluzione. La sua mente concepisce idee innovative e temerarie e lui, da persona scaltra e intelligente, le fa nascere senza problemi. In primo luogo, egli vuole discostarsi dagli stereotipi che accomunavano i comics del periodo; vuole rendere veritieri i supereroi dando loro una vita complessa. Quella che sarebbe divenuta la leggendaria Marvel Comics beneficia del potere di Stan e dei suoi collaboratori, con cui ha dato alla luce Spider-Man, Hulk, i Fantastici Quattro, Iron Man, gli X-Men e chi più ne ha più ne metta. Più le creazioni aumentavano, più si creava un cosmo di personaggi diversi e dotati di personalità nuove e a più dimensioni, inseriti in contesti altrettanto reali e caratterizzati perlopiù da azione, dramma, romanticismo e humor. Stan vuole stupire il lettore per colpirlo nel profondo ed è proprio con lo stesso lettore che instaura un legame genuino. Si rivolge a loro in maniera schietta ricorrendo ad un linguaggio scanzonato e colloquiale per introdurlo nelle varie vicende supereroistiche. Famose sono le sue espressioni ‘Nuff Said, Excelsior e True Believers, che ormai sono state prese in prestito anche dai fan stessi.


Il fumetto diventa una potenza, uno strumento capace di influenzare bene i suoi appassionati. Ogni albo curato da ”The Man” cela un messaggio costruttivo che induce a riflettere sulle questioni più profonde e delicate, come i tormenti interiori, le difficoltà economiche, l’emarginazione e perfino il razzismo, una delle piaghe sociali più difficili da debellare. Stan utilizza il potere dei comics per fare delle mosse senza precedenti. Tra quelle più degne di nota ce ne sono due in particolare. La prima è dare vita, assieme al Re Jack Kirby, al primo supereroe di colore della storia: Black Panther. La seconda è pubblicare i primi tre fumetti (tra l’altro di grandissimo successo) sprovvisti del marchio del Comics Code Authority, pur di trattare l’annoso tema delle dipendenze da stupefacenti. Anche se poi per lui giunse il momento di affidare le sue creature ad altri autori e capi, Stan decise di non abbandonare mai quel mondo che egli stesso aveva rivoluzionato come mai prima d’ora. Spostandosi in California, decide di far espandere il successo della Marvel arrivando ad Hollywood e riesce anche in questa impresa. Sono anni che il cinema e la televisione godono del potere economico dei prodotti legati ai super eroi e la loro visibilità cresce ad un ritmo talmente rapido che sarebbe impossibile da controllare.

È in particolare con i film che la Casa delle Idee sta vivendo un periodo d’oro e Stan ha trovato il modo di lasciare il segno anche in questo ambito. Non possiamo ignorare i suoi innumerevoli cameo, i quali hanno contribuito a consacrarlo anche una star del cinema. Come diceva lui di sé, era un ”attore frustrato”. Con i suoi immancabili occhiali da vista, il tipico baffo e la vitalità che gli scorreva addosso, Stan è entrato con ancor più facilità nell’immaginario collettivo e diviene facile da riconoscere più o meno per chiunque.

Tutto questo dimostra che Stan Lee ha avuto un’abilità quanto mai innegabile nel rendere i fumetti uno strumento significativo e positivo per la vita delle persone. Con grinta e passione ha saputo imporre le sue idee principalmente nel cosmo del fumetto e ha invogliato gli altri a fare lo stesso, dimostrando di essere un maestro nel settore autoriale. La sua ulteriore fortuna è stata quella di aver collaborato al fianco di artisti altrettanto dotati di grande talento e di grande immaginazione. Con partner storici come Jack Kirby, Steve Ditko, Bill Everett, John Buscema e John Romita, ha riformato il concetto dei comics ed è per questo che oggi possiamo leggere e conoscere delle storie appassionanti con personaggi vicini alla nostra realtà ma comunque sempre fantastici e pittoreschi. Si tratta di un connubio perfetto tra due mondi diversi, ma che nei fumetti vanno di pari passo. È grazie a questa peculiarità che i super eroi Marvel acquisiscono ancor più fama, spostandosi da un settore ritenuto di nicchia ad altri più commerciali, che consentono loro di essere conosciuti da fette di pubblico più ampie a prescindere dal target. C’è chi li legge dalla notte dei tempi, chi li conosce grazie alle innumerevoli serie televisive e animate a loro dedicate, ma anche chi li scopre per merito dei propri figli.

La linea di fondo è che non è necessario aver letto i fumetti per apprezzare e amare i supereroi Marvel perché sanno conquistare in tanti modi diversi, anche con i loro design accattivanti, con le loro trasposizioni visive e con le loro personalità uniche e inimitabili, molte delle quali è stato proprio Lee a sviluppare. È grazie al suo enorme contributo che ancora oggi si continua ad amare i supereroi, a credere nella loro forza affinché la si possa trovare anche nel profondo del proprio animo. Il concetto tanto caro a Stan e che lui stesso ha partorito, “Supereroi con Superproblemi”, si è rivelato il vero punto di svolta per l’economia del fumetto e per tutti i lettori, che ormai possono sentirsi alla pari con quei super umani, possono sentirsi in grado di superare le difficoltà perché la stoffa del combattente la può avere chiunque malgrado le difficoltà.

Il Sorridente non era solo un uomo dotato di tanti talenti. Prima di tutto era un visionario che ha permesso a tutto il mondo di fare un viaggio nella sua fantasia attraverso le creazioni che ha firmato con il cuore. Così come è riuscito a rendere famosi i fumetti, ha saputo trasformare se stesso in un’icona indelebile che pertanto sarà impossibile da dimenticare. Stan, quell’uomo rimasto giovane nel profondo fino alla fine e animato da una verve realmente contagiosa, regnerà ovunque e in chiunque perché il suo mito vivrà eternamente per merito del retaggio incommensurabile che ci ha lasciato. Ognuno di noi ha conosciuto Stan Lee in un modo personale e diverso, ma è indubitabile che la sua immagine, proprio come le sue meraviglie, sarà d’impatto anche per le generazioni future. Ci saranno tanti altri modi per farlo conoscere agli altri, per omaggiarlo e per ringraziarlo per tutto ciò che ci ha dato e che ancora ci darà, nonostante non sia più tra noi.

Una sua affermazione recita le seguenti parole:”L’intrattenimento è una delle cose più importanti nella vita delle persone. Senza di esso si potrebbe perdere il controllo. Credo che se sei capace di intrattenere la gente, stai facendo una cosa buona.”

Tu, Stan Lee, lo hai fatto in maniera inappuntabile. Grazie di tutto. Excelsior!

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