Orfani #1 – L’Inizio, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lo abbiate letto o no, difficilmente non avrete sentito parlare di Orfani. La serie, pubblicata inizialmente in edicola per Sergio Bonelli Editore, ha rappresentato una forte novità per la storica casa editrice, novità costituita non solo “semplicemente” dai colori, ma dalla natura stessa del racconto, in ogni sua sfaccettatura. Eppure è l’arrivo in volumi cartonati per Bao Publishing a donare quel qualcosa in più di cui un racconto come Orfani necessita. Ecco perché in questa nostra recensione ci dedicheremo non solo al racconto nudo e crudo, ma anche del valore di questa nuova edizione.

Noi non facciamo arte…

Un grande disastro si è abbattuto sulla Terra, opera di una misteriosa razza aliena che ha colpito il pianeta dalle profondità dello spazio. L’esercito ha bisogno di una nuova razza di soldati, in grado di combattere la minaccia proveniente dall’altro lato dell’universo. Tra perdite e addestramenti disumani, sarà degli Orfani, una squadra di ragazzi che hanno perso i genitori durante la tragedia, il compito di salvare la razza umana.

Per parlare di Orfani è necessario riportare alla mente una certa tradizione fantascientifica che ha fortemente influenzato il lavoro degli autori. Sia da Occidente, con videogiochi come Halo, sia da Oriente, con anime come Macross e Mobile Suit Gundam, Orfani si “ciba” di queste eredità, rielaborandole in chiave totalmente personale. Non sono presenti citazioni, richiami o omaggi, ma è la stessa narrazione a recuperare determinati topoi del genere, aggiungendo una vena di forte cinismo e nichilismo. Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari hanno così generato una saga dissacrante, dove i concetti di “bene” e “male” sono spesso non solo confusi, ma anche ribaltati.

Il pregio più grande di Orfani è sicuramente il modo in cui si è scelto di presentare il racconto. Gli autori potevano infatti scegliere una sequenza puramente cronologica, narrando le avventure degli Orfani dal disastro fino alla guerra, con il rischio di impiegare fin troppi numeri per entrare nel vivo della vicenda. Un’altra ipotesi poteva essere entrare direttamente nel vivo, perdendo invece degli importanti spazi di approfondimento dei protagonisti. Si è scelta invece una linea ibrida e assolutamente vincente: ogni capitolo di Orfani è diviso a metà, narrando due piani temporali, mostrando sia la crescita degli Orfani che la guerra contro il terribile nemico. Gli autori possono così, in un singolo capitolo, mostrare sia la spettacolarità delle profondità dello spazio, sia l’approfondimento necessario per generare interesse ed empatia verso i protagonisti.

…Facciamo cadaveri.

Questo primo numero Bao contiene tre capitoli della serie, scritti da Roberto Recchioni e realizzato da un trittico di disegnatori davvero d’eccezione: Emiliano Mammucari (anche co-creatore), Alessandro Bignamini e Gigi Cavenago. Il progetto Orfani ha infatti raccolto intorno a sé molti tra i più celebri autori del panorama italiano, anche a causa della grande estensione di questa prima stagione: dodici capitoli, di cui ognuno composto da cento pagine. La necessità ha quindi portato a lavorare su Orfani diversi autori, riuscendo, ognuno di essi, a imprimere la sua personalità, senza tradire una certa omogeneità del lavoro. Per un appassionato di fumetti c’è davvero da essere decisamente soddisfatto.

Eppure non potremmo parlare di Orfani limitandoci esclusivamente a sceneggiatura e illustrazione: i colori sono il vero tocco in più, anche grazie ai tanti artisti che hanno lavorato sulla serie. In questo primo numero abbiamo Lorenzo De Felici, ultimamente alla ribalta grazie al suo lavoro negli Stati Uniti, Annalisa Leoni e Arianna Florean. Il loro lavoro non è assolutamente subordinato all’illustrazione, ma ne è pienamente complice, partecipe del ritmo stesso del racconto. I colori riescono sia a rendere ancor più spettacolari le tavole legate agli ambienti spaziali, sia ad aiutare quel senso di intimità tipico dei momenti ambientati nella crescita dei ragazzi.

Gli Orfani sono talmente ben caratterizzati, nella loro identità personale, da risultare a volte persino più importanti della trama principale. Leggendo non sappiamo se ci stiamo appassionando al grande mistero di questa saga, o se ci stiamo indissolubilmente legando a questi personaggi.

Ascoltare il lettore

Orfani, come già detto, ha avuto una prima pubblicazione in edicola, capitolo per capitolo. Ci si può chiedere se può avere un valore una riproposizione in cartonato. La risposta?

Assolutamente sì.

Prendendo in mano il primo capitolo nel formato da edicola, e provando la stessa esperienza con il volume, si ha la sensazione di avere una esperienza differente. Forse è proprio qui la chiave: l’esperienza. Tavole più grandi e differenza nella resa dei colori si uniscono nel trasmettere una sensazione di maggiore spettacolarità, immergendo ancora di più il lettore, coinvolgendolo in maniera decisamente più ampia.

Coinvolgimento che inizia non con la prima pagina del primo capitolo, ma fin dalla seconda di copertina, occupata da una grande e pregevole illustrazione in bianco e nero, realizzata su doppia pagina e stampata in maniera tale da far sembrare quasi che non sia una stampa. Da lì inizia un vero viaggio, attraverso presentazioni e illustrazioni, fino ad arrivare al racconto vero e proprio. Bao ha così trasformato la parte più “noiosa” in un prezioso arricchimento, non spingendo a correre verso il racconto, ma accompagnandolo per mano. Un accompagnamento per mano che non si esaurisce certo con la fine del racconto, ma che si arricchisce di decine di pagine di extra, fatte di interviste, approfondimenti, sketch preparatori e molto, molto altro.

E il volume è anche tremendamente bello da vedere. Qua sotto una gallery personale, in cui potrete vedere non solo l’interno e l’esterno del volume, ma anche un veloce confronto con le dimensioni dell’edizione da edicola.

 

Primo sangue

Questo primo volume raccoglie i tre capitoli iniziali, su un totale di dodici che, come già detto, compongono la prima serie di Orfani. Eppure, anche dopo questa lunga recensione, ci si potrebbe chiedere, semplicemente, perché leggere Orfani?

Perché sa emozionare, sa coinvolgere, sa stupire. Perché mostra una fantascienza che per certi versi abbiamo perso, ma che rimane nel nostro immaginario collettivo. Perché non è una storia di eroi. O forse proprio perché in fondo lo è.

Orfani #1 L'inizio

7.9

Sceneggiatura

7.0/10

Disegni

8.0/10

Colori

8.0/10

Caratterizzazione

7.5/10

Estetica

9.0/10

Pros

  • Sa decisamente coinvolgere
  • Ottima la sinergia tra sceneggiatura, illustrazione e colori
  • Extra e approfondimenti a non finire
  • Una cura estetica da manuale

Cons

  • Non brilla per originalità

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