Aliens Salvezza e Sacrificio, la Recensione – NO SPOILER

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Ex chimico, ex barista, ex musicista... La sola cosa che non ha mai smesso? Leggere fumetti. Non importa cosa tu abbia letto, lui lo ha già letto PRIMA di te. Un egomostro.

Ex chimico, ex barista, ex musicista... La sola cosa che non ha mai smesso? Leggere fumetti. Non importa cosa tu abbia letto, lui lo ha già letto PRIMA di te. Un egomostro.

Bisognerebbe lodare ogni giorno la Saldapress per l’immenso lavoro che sta facendo sulle storie della saga di Aliens. Prima di tutto perché storie come Dead Orbit sono infinitamente più appaganti di Covenant, ma soprattutto per averci permesso di leggere vere e proprie gemme come le due storie brevi raccolte in questo volume. Era infatti dal 1998 che nessuno ristampava in italiano le due storie di cui a breve parleremo.
La prima, Salvezza, basterebbe al sottoscritto per aprire il portafoglio: testi di Gibbons e matite di Mignola. Invece la seconda, Sacrificio, è del duo Milligan- Johnson.

Queste due storie del 1993 sono spesso considerate – a ragione – tra le più belle storie a fumetti di sempre sugli Xenomorfi. La prima ha dalla sua Mignola. Che non è l’autore che conosciamo oggi, eppure alcune sequenze riescono in un certo senso a precorrerle, donandoci la sensazione di ciò che l’autore diverrà negli anni successivi. Le sequenze più acide della storia vi sembreranno prese di peso da Hellboy.
Sacrifico è definibile come la storia di Aliens a fumetti definitiva.
Sono state riunite per la prima in un volume nel 2001 perché sono legate da un sentimento molto simile: entrambi i nostri protagonisti sono estremamente religiosi. La fede religiosa è in entrambe le storie il cardine del comportamento dei nostri protagonisti. Ma in un mondo di alieni assassini, quanto ha senso affidarsi a dio?

SALVEZZA. PER CHI?

Il motivo per cui le storie degli Alien sono spesso notevoli è che – a differenza degli ultimi film – pongono l’essere umano, la sua angoscia e la sua disperata sopravvivenza al centro della storia. 
Infatti, se Ridley Scott vuole continuare a fare film di fantascienza noiosi, per fortuna a noi restano i fumetti. Salvezza è una storia che ha per protagonista Selkirk, il religiosissimo cuoco della fregata spaziale Nova Maru, nave che aveva una missione tutto sommato apparentemente tranquilla. Il suo equipaggio avrebbe dovuto portare un carico su un pianeta tropicale senza particolari ostacoli.
Se avete già capito cosa può trasportare per l’universo una nave spaziale della serie Alien, senz’altro saprete già che le cose non potranno mai andare bene.
Infatti la nave ha un guasto, e il capitano, ferito, prende in ostaggio Selkirk e fugge sull’ultima scialuppa di salvataggio.

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Da qui le cose per Selkirk potranno andare soltanto che peggiorando.
Questo è un fumetto che riprende tutto ciò che ha reso enorme la saga di Aliens.

Gli alieni (a dozzine). Il petto squarciato. La compagnia. Il membro dell’equipaggio che non è umano, la regina e uno scenario lussureggiante che sembra fatto apposta per i Predator. Sebbene la storia non sia noiosa, è senza dubbio prevedibile per chiunque abbia visto i film, ma ciò nonostante scorre elegantemente. Il vero motivo per leggerla è Mignola. Il lavoro che fa sugli alieni è da applausi: ha tolto completamente i dettagli barocchi, ha ridotto le curve e i dettagli sinuosi dando vita su carta a dei mostri molto più rigidi, che sembrano se possibile più alieni che mai. Quando li vediamo avventarsi sul nostro eroe all’interno della nave,sia nella giungla, sembrano essere sempre fuori posto, come se fossero qualcosa a metà tra mostri alieni e macchine.
Del resto, la compagnia voleva farne delle armi biologiche, per cui quale look migliore?
Come già detto, in alcune pagine si possono trovare elementi che diventeranno successivamente tipici del modo di illustrare Hellboy, come il sogno di Selkirk.

Gli squarci nel petto così perfetti, quasi vere e proprie opere d’arte, o il disperato robot con le interiora di fuori. Tutti dettagli che avremmo poi visto nelle sequenze più allucinanti di Hellboy.

Tornando alle tematiche più narrative, di quale “fede” si parla in questa prima storia? “Salvezza” è per Selkirk qualsiasi cosa che possa tenerlo in vita un altro po’. Ma quando il destino sembra ineluttabile, quando ti rendi conto di aver venduto la tua anima al più grande dei mali, cosa fai? Provi comunque a fare qualcosa per il tuo bene o ti arrenderai ad esso? La risposta che avremo nella pagina finale è atterrante e al tempo stesso quasi divertente. Come se i fratelli Grimm avessero deciso di raccontare una storia dell’orrore.

(ESTREMO) SACRIFICIO

L’altro nostro racconto è Sacrificio. Qualsiasi appassionato interrogherete, ve la citerà sicuramente come una delle storie migliori sugli Aliens di sempre.

Abbiamo anche qui un naufragio su un pianeta lussureggiante. Questa volta il protagonista è una lei, Ann McKay, e ovviamente in tutto l’universo qual è la forma di vita che si andrà ad incontrare? Ann trova “una piccola Betlemme” dove gli occupanti la accolgono e la salvano. Eppure c’è qualcosa di strano anche qui.

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La donna facendo domande scopre che da nove mesi il villaggio è tenuto ostaggio dallo Xenomorfo, e che i suoi occupanti devono tenerlo calmo lasciando un neonato su un altare, come in un rito pagano.

Tralasciando la storia, in questo caso è necessario soffermarsi sull’aspetto religioso che anche qui è fondamentale. Ann è infatti una suora, e questa storia è un viaggio nell’integralismo religioso. Scordatevi del mostro, a farla da padrone sono i turbamenti interiori della nostra protagonista, e il suo mettere in pratica i suoi precetti religiosi. Per buona parte della storia non abbiamo tracce dell’alieno, e il focus della narrazione è proprio questa forte fede che riaccende qualcosa negli abitanti dell’accampamento. A differenza di Salvezza, non abbiamo un uomo che tenta di fuggire da un pianeta mantenendo fino alla fine un barlume di speranza, abbiamo un villaggio di persone che la speranza l’ha persa, e ha perso con essa anche l’umanità, lasciandosi andare a qualcosa di brutale pur di rimanere in vita. Per fortuna, qualcosa porterà ad un forte cambiamento, ma è buffo come sarà proprio questa incrollabile fede religiosa la vera vittima della storia.

Alcune parole sul disegnatore, Paul Johnson, che è una via di mezzo tra Dave McKean e Alex Ross. L’uomo perfetto per tratteggiare espressioni angoscianti. Il suo Xenomorfo ultradettagliato non è stilizzato come quello di Mignola, ma è preso di peso dai film.

Saldapress ci ha regalato un volume immenso, adatto non solo per gli amanti della saga, ma per chiunque voglia leggere un sano fumetto di fantascienza. Un viaggio a tratti onirico, nelle terrificanti profondità universali.

Aliens Salvezza e Sacrificio

7.4

Sceneggiatura

7.5/10

Disegni

8.0/10

Originalità

7.0/10

Caratterizzazione

7.0/10

Colori

7.5/10

Pros

  • Due storie riunite in volume per la prima volta in Italia
  • Eccellenti le tavole di Mignola e di Johnson
  • Un interessante sguardo sull'esistenzialismo religioso

Cons

  • Salvezza ha una trama fin troppo prevedibile

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