Durante il WonderCon 2017, Margareth Stohl e Mark Waid hanno incontrato il pubblico della convention di Anaheim, California, per parlare della Vedova Nera, attualmente curata dallo storico sceneggiatore (insieme a Chris Samnee), e di altro ancora.Ecco gli argomenti più interessanti toccati dai due:

Stohl –” I miei anni formativi di appassionata di fumetti sono quelli del periodo in cui Catwoman si vestiva effettivamente da gatta. Mi ricordo dei grandi incubi in cui il Joker della serie TV, interpretato da Cesar Romero, appariva nel ruolo di Satana.

Sono cresciuta in una famiglia di mormoni e dovevo rubare i fumetti ai miei fratelli più grandi. Volevo tutto quello che non mi era consentito. Volevo una Gandalf donna e mi chiedevo perché Yoda fosse proprio maschio. Ho cercato una guru fantasy femmina per decenni.

A volte mi chiedo perché siamo finiti a fare questo lavoro. Io penso a un sacco a storie ed eroi, scrivo romanzi per ragazzi, ho scritto puntate pilota per la televisione e ho iniziato come sceneggiatrice perché vivevo a Los Angeles, e tutti, nella mia classe di inglese, avevano un parente che faceva l’impresario. Mi domando perché tu, Mark, faccia questo lavoro. Ho lavorato per i videogiochi, i fumetti, il cinema. Perché lo facciamo? Tutti si lamentano di noi, non diventiamo ricchi. O forse tu sì, non so.

E soprattutto, visto che siamo in argomento, perché lo facciamo noi donne? Nel mondo dei fumetti, ci vediamo sempre lanciare addosso un sacco di problemi. Perché ci diamo tutta questa pena? Perché lavoriamo in questo campo e perché ci ostiniamo a scrivere di eroine quando non siamo costrette?”

Waid –” Per quel che mi riguarda, sono innamorato dei giocattoli che abbiamo l’occasione di maneggiare. Batman, Superman e Spider-Man erano fondamentali per me quando ero un bambino, ed è per questo che mi ci sono legato così strettamente. Sono diventati parte del mio DNA e quando scrivo storie indipendenti, con personaggi originali, non provo la stessa soddisfazione di quando ho in mano quelli con cui sono cresciuto, che mi consentono, in qualche modo, di tornare a quei tempi.

Ovviamente c’è parecchio di buono nello scrivere personaggi creator-owned, così come anche qualche problema in più. La cosa bella è partire decisamente da zero, essere creativo in tutto, ma è anche vero che questo è molto più faticoso. Non puoi semplicemente dare per scontato che il Daily Planet sia lì, ad attenderti. Non c’è una mitologia su cui appoggiarsi”.

Stohl – “Sono cresciuta in una famiglia super-convenzionale, con una cultura che ne portava i segni in maniera importante. Mi dicevano sempre di mettere radici dove ero nata, ma io non sono mai stata brava in questo. Si tratta di un talento che proprio mi manca. E se mi chiedi di farlo, probabilmente andrò a vivere ovunque, ma non dove pensi che debba farlo. Sono una bastian contrario di natura.

Io ho un figlio gay e penso a questo periodo storico. Siamo al punto zero della cultura. Con la polemica che si è scatenata qualche giorno fa ho visto un sacco di gente lamentarsi del fatto che, secondo loro, l’inclusività di genere ha rovinato i fumetti. Be’, io sono una fumettista donna, con un figlio gay e non vado da nessuna parte.

In tutti gli ambienti in cui ho lavorato ero in minoranza, in quanto femmina. Mi è capitato di presiedere riunioni, di essere il capo e di essere considerata come un soprammobile solo perché donna. E ho intenzione di lottare perché altri possano evitare questo destino. E ora dimmi, qual è il tuo intento nel raccontare un personaggio come Vedova Nera in maniera così forte, sanguigna?”

Waid – “Innanzitutto fammi dire grazie a Chris Samnee, che è il mio co-sceneggiatore e artista della serie”.

Stohl – “Oh, lasciami dire che io sono convinta che gli artisti facciano vendere fumetti eccome”.

Waid – “Non credere a tutto quello che leggi online”.

Stohl –” Non lo faccio. E adoro David Gabriel”.

Waid – “Comunque è grazie a Chris Samnee che la storia ha preso la direzione che ha preso, su Vedova Nera, cioè quella di una serie per niente facile. Lui è quello che ragiona per toni di grigio, io sono uno per cui le cose tendono a essere bianche o nere. E devo dire che la sua idea è un punto di partenza più interessante per la storia.

Chris ha preso il controllo della vicenda. Parliamo del soggetto, lo decidiamo, poi io lavoro soprattutto sui dialoghi. Quello che ho imposto è di raccontare le cose esattamente al contrario rispetto a Daredevil, dove c’era un sacco di narrazione in prima persona. Non voglio che i lettori sappiano cos’ha in testa Natasha.

In chiusura, la Stohl ha detto che alla Marvel è stata accolta al meglio possibile, anche in tutti quei casi in cui lei e Sana Amanat si sono trovate a essere le uniche donne presenti in una stanza di oltre quaranta sceneggiatori e disegnatori in riunione”.

Stohl – “Di solito succede così: Brian Michael Bendis presiede come il re degli gnomi, Sana Amanat regna sopra il caos, Axel Alonso cerca di ammaestrare i gattini e ci sono visite da David Gabriel e la gente dell’animazione o delle vendite. Tutti si fermano e ascoltano, ogni volta che Ta-Nehisi Coates ha qualcosa da dire”.

Fonte: Comic Book Resources