La nascita del secondo Ant-Man: chi ha creato Scott Lang?

Fumetti
Gianfranco Autilia

Ant-Man è uno dei personaggi più famosi e importanti della continuity Marvel. La figura di Hank Pym debutta ufficialmente nel 1962 grazie al serial Tales to Astonish, diventando un protagonista fisso della serie in seguito a due apparizioni che mostrarono le sue origini come Ant-Man. Dopo le sue prime avventure singole curate inizialmente da Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby, il supereroe in miniatura entrò nei Vendicatori, diventando un loro membro fondatore al fianco della sua fedele compagna Janet Van Dyne, meglio conosciuta come Wasp. Sul finire degli anni 70, la Casa delle Idee decise di rilanciare in grande Ant-Man e, per farlo, optò per una versione differente mai vista prima: quella di Scott Lang.

IL NUOVO STUPEFACENTE ANT-MAN

Il debutto dell’ex furfante avvenne in un cameo presentato nell’albo The Avengers #181 e, con Marvel Premiere #47, venne proposto al mondo intero come secondo Ant-Man. Questa versione moderna dell’uomo formica non ottenne fin da subito grandi successi come quelli di Hank Pym, limitandosi dunque a comparire soltanto come guest star in storie di Iron Man prima e dei Fantastici Quattro poi. Con il nuovo millennio, divenne però un Vendicatore e la sua visibilità crebbe considerevolmente, convincendo i Marvel Studios ad utilizzarlo come protagonista di una pellicola a lui dedicata diretta da Peyton Reed: Ant-Man (2015). In seguito a questa trasposizione cinematografica, Lang ha ottenuto diverse serie e miniserie personali, divenendo più popolare che mai. Ma chi ha dato vita al nuovo Ant-Man?

Da sempre sono accreditati come ideatori del personaggio lo scrittore David Michelinie e i disegnatori John Byrne e Bob Layton. Secondo quest’ultimo, però, Scott Lang non è stato ideato da Byrne, poiché il supereroe in questione è stato concepito prima di coinvolgere il celebre fumettista di Alpha Flight nel progetto. In un’intervista rilasciata nell’aprile del 2014, Layton ha dichiarato le seguenti frasi:

“In quel periodo, Hank Pym era diventato un personaggio instabile e detestabile. Credo che l’obiettivo fosse quello di umanizzare il personaggio di Ant-Man e, in questa circostanza, renderlo un genitore single nei panni dell’ex detenuto Scott Lang. Sono lieto che mi abbiate chiesto di quegli albi perché molte persone erroneamente danno a John Byrne credito per aver co-creato quel personaggio. John ha soltanto contribuito ai layout di matita blu per quelle due storie e non ha avuto NULLA a che fare con la creazione di Scott Lang. L’altra cosa che mi dà fastidio da matti è che Edgar Wright, il regista del film in uscita su Ant-Man [all’epoca sarebbe dovuto essere Wright a dirigere la pellicola, N.d.R.], attribuisce la cover di John Byrne per Marvel Premiere #47 come ispirazione per il suo coinvolgimento nel film. Io ho inchiostrato quella copertina – non John Byrne! E sì… Wright utilizzerà la versione di Scott Lang per il suo Ant-Man”.

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COSA NE PENSA DAVID MICHELINIE

Recentemente, CBR ha pubblicato un articolo al riguardo, affermando che pur essendo accreditato come co-creatore del nuovo Ant-Man, John Byrne ha soltanto lavorato su un’idea già programmata in precedenza da altri autori. Lo scrittore David Michelinie, noto per i suoi cicli narrativi con protagonisti l’Uomo Ragno, Iron Man e i Vendicatori, ha approfondito l’argomento dicendo la sua in un post pubblicato pochi giorni fa sul suo profilo Facebook, menzionando anche altre sue creazioni per la Casa delle Idee.

La copertina del numero degli Avengers in cui debuttò Scott Lang.

“Nei bei vecchi tempi scrittori e disegnatori creavano nuovi personaggi perché volevano farlo. Era divertente, ed è stato eccitante vedere qualcosa che hai inventato apparire nelle storie che stavi raccontando. Ma poi sia la Marvel che la DC hanno iniziato a far condividere i profitti dei nuovi personaggi ai creatori coinvolti. La politica Marvel iniziale dichiarava che, per loro, la prima persona a scrivere un nuovo personaggio e la prima persona a disegnare quel personaggio erano tecnicamente e legalmente i creatori del personaggio, a prescindere da chi lo aveva ideato o da quando il personaggio era stato effettivamente pubblicato. Per esempio: avevo avuto l’idea di un nuovo personaggio per una serie Marvel che stavo scrivendo, e avevo introdotto quel personaggio in un teaser da una pagina inserito in una storyline in corso. Il matitista regolare — per il quale nutrivo e nutro solo grande rispetto e ammirazione — disegnò quell’uscita. Nel teaser, il personaggio appare in una sola ed unica vignetta, visto da dietro, tutto nero e senza dettagli. Dopo quell’uscita l’artista se ne è andato, ma per quella singola vignetta è considerato dalla Marvel il co-creatore di quel personaggio, e per questo è stato pagato.”

“Voglio che si sappia che sono un grande sostenitore nel dare credito quando è dovuto, e prontamente ammetto di aver co-creato un bel po’ di personaggi negli ultimi quarant’anni”, ha poi aggiunto Michelinie, che ha proseguito scrivendo che comprimari come Jim Rhodes, Justin Hammer e Ghost sono stati delle co-creazioni perché Bob Layton lo ha aiutato a idearli e a introdurli nelle storie. Altri, invece, sarebbero tutti farina del suo sacco.

“Ad ogni modo, ci sono altri personaggi che mi sono venuti in mente da solo, seduto alla scrivania del mio ufficio, senza input da parte di nessun altro sul pianeta. Personaggi che ho inserito nelle trame, insieme ai loro nomi, background, motivazioni, personalità e spesso descrizioni visive e persino modi di parlare. Quelle trame sono state inviate a editori che, dopo l’approvazione, IN SEGUITO le hanno inviate ad altri individui nella catena creativa. Ma se dico che ho ‘creato’ personaggi del genere – come Venom, Carnage, Taskmaster, Scott lang e tanti altri – qualcuno tornerà da me dicendo, ‘Ma che dire di questo e di quello? Anche lui/lei li ha creati!’ e, secondo alcune definizioni, è vero. Quindi … ho intenzione di cambiare la terminologia. Sentitevi liberi di aggiungere “co-creatore” ai miei crediti quanto volete. Ma la linea di fondo è che io solo ho CREATO quei personaggi. Sono stato il primo a pensarli, li ho portati in questo mondo e, se non fossi mai nato, quei personaggi non esisterebbero. E non c’è un fatto, un’opinione o un argomento che possa cambiarlo. Fine.”

IN CONCLUSIONE

Queste parole non lasciano più tanti dubbi in merito all’origine editoriale di Scott Lang: David Michelinie e Bob Layton sono i suoi veri creatori, anche se il primo sembra ritenersi l’assoluto ideatore, mentre John Byrne ha soltanto provveduto a disegnare le tavole delle sue prime storie. Nonostante ciò, Byrne viene comunque considerato dalla Marvel come uno dei padri creativi del secondo Ant-Man. È un bene che si siano finalmente scoperti i retroscena legati  alla nascita del supereroe protagonista del nostro articolo. Inoltre, con queste affermazioni da parte degli autori abbiamo potuto scoprire qualcosa in più anche sull’importanza del ruolo che i disegnatori ricoprono nello sviluppo delle idee e, quindi, sui loro meriti come co-creatori. Per quanto riguarda Lang, una cosa è certa: Byrne o meno, il supereroe sta finalmente riscuotendo il successo meritato, soprattutto quest’anno che è in uscita in tutto il mondo il film Ant-Man and the Wasp, sequel del suo primo lungometraggio rilasciato nelle sale cinematografiche nel 2015. A prestargli il volto troveremo nuovamente Paul Rudd, attore che per la terza volta indosserà l’armatura di Ant-Man dopo la sua ultima apparizione vista in Captain America: Civil War (2016). In questa nuova avventura sul grande schermo non sarà solo: ad accompagnarlo troveremo anche la nuovissima Wasp interpretata da Evangeline Lilly e l’Hank Pym di Michael Douglas. Insieme, il trio tenterà di salvare Janet Van Dyne dal Regno Quantico e al tempo stesso fronteggerà una nuova minaccia chiamata Ghost.

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Nei fumetti, Scott Lang sembra incarnare l’Ant-Man definitivo: è in corso di pubblicazione negli Stati Uniti la sua più recente miniserie intitolata Ant-Man and the Wasp, scritta da Mark Waid e disegnata dalla Young Gun Javier Garron. In Italia, queste avventure solitarie saranno proposte da Panini Comics prossimamente.

Fonte: Comic Book

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