Approfondimento – Kingdom Come di Mark Waid e Alex Ross

Fumetti
Vito Fabrizio Brugnola
Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Noi di Nerdplanet.it amiamo regalare  ai nostri lettori non solo recensioni di fumetti, ma anche approfondimenti e speciali. Questa è la volta di Kingdom Come, prestigiosa miniserie a fumetti del 1996 ambientata nell’Universo DC, sceneggiata da Mark Waid e magistralmente illustrata dall’epico Alex Ross.

Venga il tuo regno

Le caratteristiche della narrazione

Kingdom Come presenta un felicissimo espediente narrativo, in base al quale le vicende rappresentate  sono narrate da Norman McCay, che ha le fattezze del padre di Alex Ross. L’intera opera potrebbe dunque essere definita come un enorme documentario di un modo sconvolto da una guerra civile tra supereroi.

L’antefatto

Come mai il mondo è sconvolto da questa guerra civile? I prodromi di Kingdom Come stanno nel massacro che Joker ha compiuto anni prima al Daily Planet, massacro in cui è morta anche Lois Lane. In questo contesto emerge un nuovo supereoe, Magog, che senza troppe remore morali, semplicemente uccide il Joker.

Superman ne esce distrutto, appende il mantello al chiodo, si rifugia in Kansas a fare il contadino, lontano dall’anarchia crescente.

Superman in Kansas - Alex Ross

Superman in Kansas – Alex Ross

Il significato

Escatologia e scontro generazionale

Kingdom Come è un’opera dai connotati biblici ed escatologici. A partire dal titolo, che tradotto significa “Venga il tuo regno“. La scena di apertura, dove ci viene presentata la figura del narratore, Norman McCay, inizia non a caso in una chiesa. Lo stesso nome, Magog, è preso dalla tradizione biblica, e sta ad indicare la distruzione e l’apocalisse.

Il mondo è allo sbando. La rassicurante vecchia guardia dei supereroi sembra essersi dissolta, e i nuovi metaumani fanno del modo il loro nuovo campo di giochi.

Nel mondo di Kingdom Come come è venuto mano un codice d’onore, un’attitudine morale e uno dei pochi che la conserva, Superman, come Gesù Cristo, svolge un umile mestiere, lontano dalle scene della ribalta. La nuova generazione metaumana è allo sbando. Si impone il correttivo dei “vecchi saggi”.

Superman è il messia che forse non tutti attendono, ma quello di cui il mondo ha bisogno. O, forse, no?

Superman - Alex Ross

Superman – Alex Ross

Due filosofie a confronto: Batman e Superman

Il mondo devastato di Kingdom Come è, come abbiamo detto, un sanguinoso campo di battaglia. Lo scontro generazionale tra vecchia guarda e nuovi metaumani non è solo ideologico, ma concreto e porta il mondo sull’orlo del baratro.

La stessa vecchia guardia, composta da Superman, Batman, Wonder Woman, e da altri membri della JLA è internamente divisa, perché differenti sono le filosofie di cui gli eroi più rappresentativi sono le bandiere.

Per esempio, Batman non vede di buon occhio l’idea di Superman di imprigionare i giovani metaumani per riabilitarli. Bruce Wayne creerà quindi gli Outsiders, eroi senza superpoteri. Nel corso della storia il gruppo capitanato da Batman collaborerà con il Fronte di liberazione dell’umanità di Luthor.

Wonder Woman, cerca di reprimere violentemente gli insorti, anche a costo di uccidere. In questo contesto fa capolino l’eterna diatriba tra Superman, praticamente un Dio, e Batman, l’uomo. Batman sceglie di non far parte della nuova JLA perché vede nell’imprigionamento del nuovi metaumani una prevaricazione. La prigione ideata da Superman non funziona, nessuno o pochissimi si ravvedono.

Il mondo è portato sull’orlo del baratro proprio dalla semplice esistenza di essersi così potenti, ma dalla moralità dubbia quanto quella degli uomini normali.

Kingdom Come è epica anche in questo: lo scontro non è solamente fisico, ma anche filosofico.

La diatriba tra Superman e Bruce Wayne - Alex Ross

La diatriba tra Superman e Bruce Wayne – Alex Ross

La sintesi – Il ruolo di Capitan Marvel

Capitan Marvel, al secolo Billy Batson, ha un ruolo di primo piano in tutta la storia. Il ruolo di Capitan Marvel in Kingdom Come è forse il vero capolavoro di Waid. Billy Batson appartiene a due mondi, quello umano, e quello metaumano. Al grido di “Shazam!” Billy si trasforma in un essere il cui potere è uguagliato solo da Superman. Figlio di due mondi, verrà messo da Superman davanti alla scelta, dicotomica di uccidere Superman e permettere ad una bomba lanciata dall’ONU di distruggere tutti i Metaumani, o fermare la bomba, lasciando però che la guerra continui.

Billy/Capitan Marvel opera una terza scelta. una scelta di sintesi. Fermerà la bomba, ma a scapito della sua vita.

Impariamo che il redentore non è Superman, ma proprio il figlio di due mondi, e la morale da trarre la dice lunga su quanto sia l’ideologia di Superman che di Batman siano da correggere. Le scelte dei metaumani non sono per definizione moralmente migliori di quelle degli umani. Non la repressione o il reciproco annientamento è la risposta, ma il dialogo, un dialogo in cui gli straordinari poteri dei metaumani non deve mai superare una certa cifra.

Lo stesso Superman riconoscerà questa verità, relegando se stesso ad un ruolo meno attivo: più un arbiter e un garante, che un combattente.

Superman vs Capitan Marve - Alex Ross

Superman vs Capitan Marve – Alex Ross

Alex Ross

In uno speciale su Kingdom Come non si possono spendere due parole su Alex Ross. Alex Ross è probabilmente il fumettista pittorico più rappresentativo della contemporaneità. Se l’insieme dei disegnatori di fumetti supereroistici fosse una flotta, Ross ne sarebbe l’ammiraglia. Se c’è un illustratore a meritare il titolo di “epico” quello è Alex Ross.

Alex Ross presenta la definizione figurativa dei supereroi della Golden Age. Il lavoro di Ross è la rappresentazione più classica, ricca e potente che l’universo DC abbia mai visto. Le storie a cui presta il suo immenso talento hanno sempre toni altisonanti, nobili e profondi.

Guardando le tavole pittoriche di Kingdom Come, non si può che rimanere esterrefatti dall’incredibile ricchezza e dalla quantità e qualità di impegno profuso. Illustrazioni sovraccariche di personaggi, mai una sbavatura, qualità sempre portata al massimo. Non c’è traccia di bruttezza, di sommarietà, di fretta in Kingdom Come, come pure in tutte le altre opere di Ross.

Forse non è un caso che Alex Ross abbia vinto 12 Eisner Award.

Alex Ross nel suo studio

Alex Ross nel suo studio

L’edizione italiana

L’edizione su cui abbiamo basato questo speciale è quella Absolute Kingdom Come, pubblicata da Planeta DeAgostini. L’edizione è di assoluto pregio. Un cartonato pesante e ricchissimo di apparati. Interviste agli autori, sketch e studi dei personaggi di Ross, un complessissimo albo di famiglia dei supereroi DC, e tanto materiale riguardante il dietro le quinte e la genesi dell’opera. Questo è il volume da comprare. Quest’opera merita e anche voi meritate, di essere acquistata in questo magnifico formato.

Difficile pensare ad altre vesti per una pietra miliare del fumetto supereroistico. Lo trovate qui.

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