Jimmy’s Bastards Vol. 1, La Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Massimiliano Perrone

Jimmy Regent è la super-spia numero uno della Gran Bretagna. Ha tutto quel che contraddistingue una spia: intrighi, avventure, una licenza per sparare a chiunque desideri e belle donne che cadono ai suoi piedi. Ma ora ha un nuovo partner: una donna immune al suo fascino. Così, è venuto il momento per Jimmy di pagare per le molteplici conquiste romantiche fatte in passato. I frutti delle sue azioni stanno per presentargli il conto. E sarà molto più salato del previsto.

Scritto dal maestro del sadismo e della ripugnanza post-moderna, Garth Ennis (già conosciuto per Preacher, The Boys, The Punisher, Crossed, The Pro), e disegnato da Russ Braun (The Boys, Un Treno chiamato Amore).

WHAT A BASTARD SPY YOU ARE…

Garth Ennis ritorna con quello che, perlomeno stando ad una lettura prima facie, può sembrare uno spin-off di The Boys, ed infatti in Jimmy’s Bastards si ritrova interamente quel black humour a cui Ennis ci ha abituato nel corso di tutti questi anni.

Si tratta, invero, di un black humour revisionato, nonché aggiornato, ai tempi “moderni” (in questi cinque numeri sono notevoli i riferimenti all’ISIS, alla teoria Gender e ad altre tematiche sociali tipiche di questo momento storico), chiaramente tutto declinato in un’ottica di pomposa satira. Una satira che, naturalmente, riesce a trascendere i limiti del decoro, e del buon costume, restituendo al lettore una sorta di James Bond meets both The Boys e Kingsman Secret Service.

Il feeling “boys-iano” è ulteriormente amplificato dai disegni di Russ Braun (già disegnatore di The Boys), il quale, appunto, non fa altro che operare come longa manus della mente dell’Ennis.

Potremmo quasi paragonare il protagonista di Jimmy’s Bastards al Billy di The Boys, perché di fatto Ennis sembra aver donato a Jimmy alcune delle caratteristiche di quest’ultimo, tra le quali spicca sicuramente l’avventatezza (in tutti i sensi).

Spostiamoci ora a esaminare il primo numero del brossurato, lasciando gli altri quattro nell’ombra, come di consueto.

JIMMY’S (TOO MANY) BASTARDS

Inutile dire come l’omonimo titolo della serie spoileri, in anticipo, quale sia la tematica dell’intera serie: i figli bastardi di Jimmy, i “pargoli” nati da una/molte/moltissime notti di sesso sfrenato.

Jimmy si presenta come la classica super-spia, addestratissimo, abilissimo nel maneggiare qualunque arma, qualunque gadget, e dotato di un grandissimo fascino e appeal sul sesso femminile. A tal punto che il problema potrebbe proprio essere il suo essere così ninfomane. Una caratteristica che lo stesso Ennis ci fa presente fin da subito, utilizzando una versione “revisionata” dei suoi famosissimi dick jokes, che in questo caso sarebbe meglio, o forse peggio, chiamare pussy jokes.

La prima pagina si apre col nostro Jimmy impegnato a ripulire un dirigibile da due temibilissimi nemici, un clown scimmia con un cervello umano (che in realtà è poi una versione “bastardizzata” di un nemico dei Teen Titans della DC) impiantato sulla testa, ed una versione red light dell’Enigmista.

Al termine di questa scena vediamo Jimmy venir salvato dalla proverbiale bombshell di turno, Olga, a cui fanno seguito i classici botta e risposta di Ennis, culminati con un invito a infilare “le palle in buca”.

Successivamente il lettore viene introdotto al laboratorio scientifico del MI6, dove fa la conoscenza della sua nuova partner, Nancy McEwan, da Jimmy definita, in senso latamente sessuale, come la nuova Olga.

Dopo un primo contatto professionale tra i due, Jimmy, da depravato playboy quale è, finisce la sua giornata con un delizioso, nel senso che Ennis lo rende inspiegabilmente saffico e angelico, threesome presso il suo appartamento.

Il primo numero si chiude con un’anteprima dei veri villains di questa serie, tutti i figli bastardi di Jimmy, figli di cui questo, da brava superspia, si è dimenticato nel corso degli anni. Figli il cui numero supera, abbondantemente, le centinaia.

E così, al grido di “Fottiamo Papà”, si conclude questo primo numero di Jimmy’s Bastards: che sia tempo per Jimmy di imparare a tenere i gioielli di famiglia al proprio posto? Che sia arrivata l’ora di pagare tutte quelle nottate tra un missionario ed un’amazzone? Se siete dei fan di Garth Ennis non potete non comprare Jimmy’s Bastards, poiché vi assicuro che la continuazione della serie potrà solo che aumentare in qualità, ed in scabrosità pseudo-sessuale.

THE PROCESS OF DEVELOPING A NEW ENNIS

Quando ti chiami Garth Ennis è difficile riuscire a piacere a tutti i tuoi lettori, poiché, analogamente ai personaggi creati dalla sua istrionica e deprecabile mente, o si apprezzano o, assolutamente, sono disgustosi e steoreotipati in modo inverosimile.

Jimmy’s Bastards non fa assolutamente eccezione: tutto il primo numero, nonché i successivi, risultano essere una grande, grandissima, caricatura di James Bond e della Gran Bretagna. Caricatura che, schiettamente, può risultare un po’ piatta e scontata in alcuni frangenti, ma si tratta di ben pochi segmenti, piccole macchie su di una struttura robusta, che si articola nelle solita scorrevolezza dell’Autore.

Una scorrevolezza che non presenta elementi di assoluta novità, in cui si alternano momenti di pseudo-serietà autoriale a momenti di satira al limite della diffamazione, senza alcun riguardo per la continenza.

A livello di trama, questa può dirsi ben bilanciata, non troppo decompressa, in questi cinque numeri non vi sono mai momenti di puro fill-in.

Gli stessi villains, il gruppo di figliastri di Jimmy, risultano poi essere caratterizzati come essere immuni al mondo circostante, il cui unico scopo è quello di vendicarsi del proprio padre, reo di averli messi al mondo “per sbaglio” e di non averli mai amati (questo particolare emerge nel quarto e quinto numero del volume).

FLESHING OUT JIMMY’S REGENT AND THE BASTARDS UNIVERSE

Lo stesso Ennis, dichiarò di essersi chiaramente ispirato a James Bond, ma di aver (ri)modulato la sua personalità verso lidi maggiormente sessuali, lasciando la componente di killer governativo a dormire (per il momento). Ennis descrive il suo Jimmy come un agente segreto donnaiolo, divertente, carismatico e con uno sweet spot per i bambini e per gli animali. Conseguentemente, stando alle parole di Ennis, la chiave di volta era quella di creare un mondo verosimilmente realistico, ma, allo stesso tempo, anche parodistico di se stesso.

Ed in questo l’Autore riesce come sempre, creando un universo critico, ed anzi avulso, dal classico politically correct, un termine che, come per l’impossibile di Napoleone, non esiste, forse non è mai esistito agli albori della sua carriera, nel dizionario di Garth. Tra i vari temi sociali esplorati, alcuni dei quali sono stati menzionati precedentemente, sicuramente vi è anche una punta di critica socio-politica nei confronti del continuo, e forse meritato, fallimento della sinistra storica. Fallimento che, secondo Ennis, è da ricercarsi nel deficit comunicativo di questa, la quale non riesce più ad interfacciarsi correttamente coi suoi elettori.

Tuttavia, come in quasi tutte le opere di Ennis, un occhio di riguardo è dato anche alla co-protagonista femminile, Nancy. Di questa sappiamo che, oltre ad essere immune al fascino magnetico-sessuale di Jimmy, sarà, nella continuazione della serie, molto importante per il nostro protagonista, in modi che, stando ad alcuni insights dello stesso Ennis, nemmeno ci aspettiamo.

RUSSEL BRAUN, THE BLOODY DRAWING HAND

Come ormai è ben noto, Ennis lavora quasi sempre con i soliti  collaboratori, e Russ(el) Braun non fa differenza. Il tratto del disegnatore si presenta come una naturale estensione della mente di Ennis, una sorta di storyteller occulto, con un’attenzione elevata per il dettaglio e per la trama. Anatomicamente mai banale, e quando decide di cambiare le regole del corpo umano lo fa nel nome della satira che Ennis decide di instillare nella sua storia (questo aspetto è ben presente nel quinto numero). Chiaramente non può mancare un occhio di riguardo per sangue e smembramenti, che, in puro stile Ennis, sono sempre presenti nello scorrere della trama, ed, anzi, ci ricordano pur sempre con chi abbiamo a che fare.

THE BOTTOM LINE

Se siete fan di Garth Ennis non potete NON PRENDERE questa sua nuova creazione, poiché al suo interno ritroverete, piacevolmente, tutti i crismi tipici del suo stile, arricchiti da una vena socio-politica al passo coi tempi.

Se non siete fan di Ennis questo fumetto probabilmente non vi piacerà, specie per il lavoro di stereotipizzazione che viene fatto dietro ad alcuni personaggi.

Se invece avete sempre voluto (o sognato) leggere qualcosa di questo dissacrante, ed a tratti geniale, autore, ma non avete voglia di recuperare i troppi volumi dei suoi classici (Preacher, Punisher, The Boys, per citarne alcuni), questo fumetto fa per voi, poiché contiente tutti gli elementi essenziali del suo stile narrativo, ivi compresi i vari jokes tipici suoi, racchiusi in una spy story dal tono leggero, umoristico (ma pur sempre critico e satirico), accessibile a tutti, anche a chi non ha mai letto nulla, ma ha solo sentito parlare, di questo Autore.

Il primo volume sarà disponibile in Italia dal 22 Giugno, per SaldaPress.

Jimmys Bastards Vol. 1

19.90
8

Storia

7.0/10

Disegni

8.5/10

Scorrevolezza

9.0/10

Originalità

7.5/10

Autorialità

8.0/10

Pros

  • Storia dissacrante e ricca dei crismi tipici del buon Ennis
  • Artisticamente piacevole, anatomicamente pregevole
  • Ottima versione bastardizzata di James Bond
  • Come il vino, migliora andando avanti

Cons

  • Se non siete dei fan di Ennis, questo fumetto non è decisamente adatto
  • Forse un po' troppo stereotipati alcuni personaggi
  • Alcune tematiche sociali potrebbero non piacere a tutti

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