Green Valley, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

A volte le prime pagine di un fumetto possono essere rivelatorie della storia che ci stiamo per apprestare a leggere. Altre volte, invece, le prime pagine non sono che uno specchietto per le allodole, mostrando all’avventore un clima conosciuto, per poi lanciarlo verso l’ignoto, in una storia di cui non era a conoscenza di desiderare.

Green Valley è esattamente una di queste letture. Coinvolgente, travolgente, conduce con leggerezza dal fantasy alla fantascienza, in un viaggio narrativo in grado di tenere col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Oltre il fantasy

Alla sceneggiatura troviamo Max Landis, divenuto noto, negli ultimi anni, grazie alla sua riscrittura delle origini di Superman, dal titolo Alieno Americano. In Green Valley ritroviamo le caratteristiche principali del suo stile: leggerezza, grande fluidità nella narrazione, e soprattutto la capacità di essere imprevedibile, senza bisogno di particolari artifici narrativi. Un dettaglio decisamente molto importante: Landis riesce a lasciare a bocca aperta non per l’utilizzo di grandiosi stratagemmi o di assurdità, ma “semplicemente” rimescolando le carte in tavola, inserendo l’inatteso e giocando con le emozioni del lettore. Ad accompagnarlo troviamo il “nostro” Giuseppe Camuncoli, disegnatore che ha saputo dimostrare la sua grande versatilità in una storia così sui generis.

Dopo averlo visto sull’Uomo Ragno è infatti molto particolare leggerlo alle prese con un mondo fantasy/medievale, ammirando scelte di design particolari quanto efficaci. Leggendo Green Valley non si può non desiderare di poter avere più storie di questo genere, guidate da un connubio sceneggiatore/disegnatore funzionale e ideale.

Green Valley è infatti una unica miniserie (almeno per ora), col sapore della singola graphic novel. Il nuovo volume cartonato presenta infatti la storia in un corpus unico, in grado di rendere grande giustizia, con un formato grande e di pregio.

Cavalieri di Kelodia

Il racconto prende il via durante l’Alto Medioevo. Il regno di Kelodia è protetto da quattro cavalieri, considerati a dir poco invincibili. Carismatici e potenti, riescono a sconfiggere intere orde grazie alla loro abilità. Questo finché, con l’inganno, il loro regno verrà assaltato e distrutto, con loro come unici sopravvissuti. Un destino beffardo per i quattro cavalieri, privati di ogni gioia. Fino al giorno in cui, richiamati dalla loro leggenda, gli abitanti di un villaggio chiederanno, disperati, il loro aiuto. Sembra che sia giunto uno stregone, guidando draghi e armato di un potere invincibile… Eppure non tutto è come sembra.

Dopo un primo capitolo assolutamente nella norma, concentrato sulla tragedia di Kelodia, il secondo capitolo introduce la vera avventura, conducendo gli eroi in quello che, più che un fantasy, si rivelerà un particolare racconto di fantascienza. Landis prende a piene mani dai molti cult a tema “temporale” che hanno seguito Ritorno al Futuro, in un mix in grado di coniugare azione a humor, con una forte componente drammatica che non riesce a sbilanciare l’equilibrio della lettura. Fino ad un rush finale che lascia il lettore col fiato sospeso, rapito, stupito, con l’ultima pagina che non può non commuovere.

Tra dramma e azione

Tutte le componenti di Green Valley concorrono alla perfetta riuscita di questo volume. Image Comics ha pubblicato una nuova perla che è già un vero cult, con i lettori che già sperano possa esserci un seguito per il racconto di Landis. La nuova edizione SaldaPress, come già detto in cartonato, è l’ideale per leggere, in un formato davvero ideale, l’intero racconto. Ed è proprio qui che può sorgere una domanda più che legittima: perché leggere Green Valley?

La risposta potrebbe essere “Per leggere qualcosa di diverso”, ma non basta. Perché Green Valley non è semplicemente qualcosa di diverso, bensì un racconto di rara qualità, di grande ispirazione, e che non sa deludere. Aprire il volume è gettarsi in un mondo medievale, per poi rendersi conto di essere entrati all’interno di un qualcosa di molto di più. Landis ci prende per mano, mostrandoci un racconto pienamente personale, in cui ogni pagina è una affermazione di sé stesso, in un divertirsi che, prima del lettore, è decisamente dell’autore. Una emozione, un sentimento, che riesce a coinvolgere il lettore, che si ritrova, dopo poche pagine, a fidarsi di Landis, lasciandosi guidare in un mondo fantastico.

Green Valley HC sarà in fumetteria dal 18 Maggio.

Green Valley

8.1

Sceneggiatura

8.0/10

Disegni

8.0/10

Caratterizzazione

7.5/10

Chine

8.0/10

Originalità

9.0/10

Pros

  • L'originalità è il punto forte
  • Connubio ideale tra sceneggiatura e disegni
  • Imprevedibilità da manuale

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