Eric Powell’s Big Man Plans, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Filippo Scaramuzzi

Direttamente dalle menti geniali e malate di Eric Powell e Tim Wiesch, arriva Big Man Plans, targato Image Comics.


VENDETTA, TREMENDA VENDETTA!

Brooklyn, 1979.
Il Grand’uomo è tornato in città.
Dopo il Vietnam, il dolore e la Vita, il Grand’uomo è tornato in città. Una lettera; è bastata una lettera da qualcuno del passato, per spingerlo a tornare in città. Con sè il Grand’uomo porterà l’Inferno. Come dice lui stesso, è tornato in città per scatenare la sua rabbia e pretendere rispetto.

Egli pretende rispetto da quelli che lo hanno umiliato e offeso nell’infanzia (per la sua condizione di persona piccola); rispetto per le perdite che ha dovuto subire e affrontare da solo nella vita.
Rispetto perché, come diceva sempre suo padre: “Questa è la prova. Un vero uomo incassa i colpi e tira avanti. Un vero uomo si giudica dal suo cuore, non dalla sua altezza”.
Secondo il Grand’uomo, il rispetto arriverà attraverso la vendetta.

 

LITTLE MEN, BIG PLANS

Per chi conosce Eric Powell, sa già cosa aspettarsi da questa storia. O forse no.

In quest’opera l’autore americano sì è spinto oltre i limiti (non convenzionali e alquanto liquidi) che aveva raggiunto con la sua opera maggiore, quel The Goon che lo ha fatto conoscere al grande pubblico e, paradossalmente, lo ha consacrato come autore indipendente e underground, proprio per la personalità fortemente anarchica del suo fumetto.

Dal canto suo, Tim Wiesch non è stato certo a guardare, dimostrando che i geni pazzoidi e malati non sono poi così rari e isolati. Solo una comunione di intenti e gusti, infatti, avrebbe potuto partorire una storia così perfetta e godibile nella sua insanità quale è Big Man Plans.

Big Man Plans (titolo nato dai momenti di scelro goliardico tra i due, quando, tra una mail e l’altra, facevano grandi progetti sulle soddisfazioni che si sarebbero tolti una volta diventati ricchi e famosi con questo fumetto, tipo ingaggiare le Kardashian per farle lottare nel fango nel giardino sul retro di casa Powell), racconta una storia digeribile come un sacchetto pieno di lamette da rasoio, scritta con una lucidità tale da far venire dei dubbi, ai più impressionabili o benpensanti, se i due autori non siano dei veri sadici anche nella vita privata. No, non lo sono, a proposito.

 

“…AND GOT YOURSELF A HAMMER.”

Big Man Plans è una storia dalla doppia natura, che va letta con attenzione, se non si vuole rischiare di impantanarsi in un giudizio affrettatto e superficiale, legato ovviamente alla natura estetica estremamente forte di questa miniserie (che ha il ritmo di una graphci novel). Alcune delle scene dove il Grand’uomo riesce a dare sfogo alla sua rabbia sono davvero forti ed esteticamente grandiose nella loro efferatezza.


Powell abbandona in modo quasi impercettibile il suo tipico tratteggio “grottescamente cartoonesco” e raggiunge un livello di realismo tale che non ci si aspetta. Forse questa considerazione dipende dal fatto che Eric Powell ci ha fino ad ora abituato, con le sue storie, ad un tipo di comicità grottesca e dissacrante, morbosamente idiota, in cui anche la violenza viene diluita dalle battute di Goon e Frankie dal delirio di alcune situazioni.

 THE COMEDY IS OVER

In Big Man Plans, invece, tutto ciò non avviene. Non c’è nulla per cui ridere. Il Grand’uomo è un reduce della vita. La sua esistenza, fatta di caduta e perversa redenzione, è una lunga e dolorosa discesa nel buio più nero dell’anima, un lungo grido soffocato di disperazione.


Leggendo si ha la sensazione di rivivere uno di quei film infami degli anni ’70, in cui un signor nessuno, gettato in una cittadina sperduta dimenticata da Dio, si prende la sua rivincita contro il mondo. E nessuno verrà mai a saperlo. Gli autori hanno già annunciato un seguito, quindo non ci resta che metterci comodi e aspettare di vedere quali saranno i piani futuri del Grand’uomo..

 

BIG MAN PLANS

€ 14,00
8

Storia

8.0/10

Lettura

7.5/10

Disegni

8.0/10

Colori

8.0/10

Indipendenza

8.5/10

Pros

  • Fumetto d'autore
  • Storia a sé stante
  • Qualità estetica elevata
  • Per gli amanti del cinema anni '70

Cons

  • Contenuto Estremo
  • Rivolto ad un pubblico di nicchia

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